L’estate giapponese non si racconta con i gradi: si racconta con l’umidità. Trentaquattro gradi a Tokyo in agosto pesano molto più di trentotto in Sicilia, perché il sudore semplicemente non evapora.
Perché è così
Il Giappone d’estate è sotto l’influenza di masse d’aria umida che risalgono dal Pacifico. Il risultato è un caldo avvolgente, senza tregua neanche la notte, che i giapponesi chiamano mushiatsui: “caldo che soffoca”. Le città peggiorano la situazione con il calore accumulato dall’asfalto.
Gli espedienti che funzionano
Nei konbini e nelle farmacie trovi tre alleati. I fazzoletti rinfrescanti al mentolo, che danno una sensazione di freddo immediata. Gli spray per i vestiti, che raffreddano il tessuto. E i neck cooler, anelli di gel da tenere in frigo e mettersi al collo, diventati onnipresenti. Aggiungi un tenugui, l’asciugamano di cotone che tutti portano in tasca.
Il kakigori
Non è una granita: è ghiaccio rasato così sottile da sciogliersi in bocca come neve, servito in montagne enormi con sciroppi, latte condensato, fagioli dolci o tè matcha. Nei locali specializzati si usa ghiaccio a lenta formazione, meno freddo al palato — il che permette di mangiarne parecchio senza mal di testa.
Come organizzare le giornate
La strategia dei giapponesi è semplice: fuori la mattina presto e la sera, dentro nelle ore centrali. Fra le undici e le quindici si visitano musei, si gira nei grandi magazzini o nelle gallerie coperte, tutti climatizzati. I templi all’aperto si tengono per l’alba, quando peraltro sono anche vuoti.
Una cosa da sapere
Agosto è anche il mese dei tifoni. Raramente rovinano un intero viaggio, ma possono bloccare treni e voli per un giorno: vale la pena avere un margine e un’assicurazione che copra i ritardi.
Se il caldo non fa per te, il Giappone dà il meglio da ottobre a marzo. Guarda le nostre partenze d’autunno e d’inverno.