Se cerchi “quando andare in Giappone” troverai giugno sconsigliato quasi ovunque. È il mese del tsuyu, la stagione delle piogge — e chi lo evita per principio si perde parecchio.
Quanto piove davvero
Non piove tutto il giorno tutti i giorni. Il tsuyu porta un cielo grigio persistente e rovesci concentrati, spesso di pomeriggio o di notte, alternati a ore asciutte e afose. Dura all’incirca da inizio giugno a metà luglio e risale il Paese da sud verso nord, saltando quasi del tutto Hokkaido: il nord in giugno è splendido e asciutto.
Gli ortensia sono il motivo
C’è un fiore che appartiene a questo mese e a nessun altro: l’ajisai, l’ortensia. I templi ne fanno il centro della stagione — a Kamakura il Meigetsu-in è celebre per le sue distese blu, e i giapponesi ci vanno apposta quando piove, perché è con le gocce sui petali che danno il meglio. È l’opposto della logica occidentale: qui il maltempo è parte dello spettacolo.
Il vantaggio pratico
Giugno è la bassa stagione per eccellenza: hotel a prezzi molto più bassi, templi vuoti, nessuna coda ai luoghi iconici. Kyoto senza folla, in giugno, è un’esperienza che ad aprile è semplicemente impossibile.
Cosa mettere in valigia
Un ombrello non serve portarlo: se ne comprano di trasparenti a pochi yen in qualsiasi konbini, ed è quello che fanno tutti. Servono invece scarpe che asciughino in fretta e abbigliamento leggero: l’umidità è alta e il caldo comincia a farsi sentire. Ogni negozio e stazione ha portaombrelli e sacchetti sigillanti all’ingresso — bagnare il pavimento è considerato scortese.
Un fenomeno da vedere
A fine giugno, nelle campagne intorno a Kyoto e nelle valli montane, compaiono le hotaru: le lucciole. Ci sono festival dedicati e passeggiate serali lungo i corsi d’acqua. Dura poche settimane e non lo trovi su nessuna cartolina.
Il Giappone fuori stagione è spesso il migliore. Se preferisci mesi asciutti e cieli tersi, guarda le nostre partenze invernali e primaverili.