“Quando fioriscono i ciliegi in Giappone?” è la domanda più frequente che riceviamo, e anche quella con la risposta più scomoda: nessuno lo sa con certezza fino a poche settimane prima.
Il fronte che risale il Paese
La fioritura non avviene ovunque insieme. Parte da Okinawa, a sud, già a gennaio, e risale l’arcipelago come un’onda fino a Hokkaido, dove arriva a maggio. Questo movimento si chiama sakura zensen, letteralmente “fronte dei ciliegi”, e viene seguito dai telegiornali come da noi le previsioni del tempo.
Perché la data cambia ogni anno
Il ciliegio somei yoshino, la varietà più diffusa, ha bisogno prima di un periodo di freddo intenso e poi di un rialzo termico costante. Un inverno mite ritarda la fioritura, una primavera precoce l’anticipa. In dieci giorni di scarto si passa dai rami spogli ai petali già a terra. Tokyo apre di solito fra il 20 e il 30 marzo, Kyoto pochi giorni dopo.
Le fasi che contano
Il kaika è la prima apertura, il mankai è la fioritura piena, e arriva circa una settimana dopo. La finestra in cui gli alberi sono davvero spettacolari dura sette-dieci giorni, e basta un temporale con vento per accorciarla drasticamente. C’è poi una quarta fase, l’hanafubuki: la tempesta di petali che cadono, considerata dai giapponesi altrettanto bella.
La strategia che funziona
Chi punta tutto su una settimana rischia. Chi viaggia fra fine marzo e metà aprile spostandosi fra città diverse ha probabilità molto alte di intercettare la fioritura da qualche parte: se a Tokyo è già finita, a Kyoto o in quota può essere appena cominciata. L’altitudine conta quanto la latitudine.
Il rovescio della medaglia
La stagione dei ciliegi è anche la più cara e affollata dell’anno: hotel raddoppiati, treni pieni, parchi gremiti. Partire a fine marzo, quando la fioritura è appena iniziata, significa spesso vedere gli stessi rami con metà delle persone e tariffe sensibilmente più basse.
È esattamente il ragionamento dietro le nostre partenze di fine marzo, pensate per chi vuole i primi ciliegi senza i prezzi di aprile.